Una riflessione sulla crisi energetica

Di: Alessandro De Sanctis
Fonte: blog TerPerss – urbana comunicazione,
pubblicato il 14 maggio 2011 con il titolo UniDiversità di Bravetta

Ieri sera presso la biblioteca di quartiere è stato prioettato, a cura dell’Unidiversità di Bravetta, il docu-film La Fine dei Sobborghi (U.S.A./Canada 2004) – Gregory Greene, inglese con sottotitoli (78 min – titolo originale – The End of Suburbia), un film documentario perchè ci spiega dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti ma che non sono così visibili e chiari se non spiegati in maniera completa.
Alla base sta il consumo forsennato di beni e risorse che la civiltà occidentale pratica da almeno un secolo, incosciente o incurante del fatto che tutto ha un limite e che quindi la corsa potrebbe finire molto presto.
Le risorse energetiche prima di tutto; il petrolio potrebbe essere d’ora in poi, secondo molti studiosi, sempre di meno, e quindi più difficile da estrarre, e il suo costo aumentare senza fine (ma è già così!) finchè, trenta, quarant’anni, sarà così costoso estrarlo (bisognerà andare sempre più in profondità, ripulirlo delle impurità) che non sarà più conveniente farlo. E allora? Saremo pronti all’utilizzo di nuove energie? Stiamo lavorando tutti uniti sulle energie rinnovabili? Pochi paesi stanno andando in quella direzione, Obama l’aveva annunciato ma poi si è tirato indietro non poco, l’Italia è agl’ultimi posti nonostante abbia il sole in abbondanza.
Il petrolio ha prodotto, nel secolo passato, cambiamenti radicali nei modi di vita e nella forma delle città, le ferrovie e soprattutto i trasporti leggeri su rotaia vennero spesso smantellati e sostituiti da larghe strade per dar spazio ai mezzi su gomma privati, rendendoci soli nel nostro abitacolo e schiavi del nostro automezzo. File di macchine con un guidatore si incolonnano per ore verso quartieri di finte villette in finti ambienti rurali, facendo la fortuna di benzinai e gommisti, la città si polverizza, diventando lineare, diradata, lo Sprawl è il fenomeno che caratterizza questo tipo di città (se ancora si può chiamare).
Gli spazi fra le città storiche si stanno spesso annullando, in Italia la costiera adriatica, ma anche i dintorni di Roma, Milano, e poi gran parte degli USA sono ormai un continuum edilizio.

Finti quartieri di finte villette

Finti quartieri di finte villette in finti ambienti rurali.
Immagine di woodleywonderworks (flickr)

La crisi energetica prossima o già in atto (la crisi modiale attuale è forse un suo riflesso?) deve farci riflettere sul modo di costruire, o meglio non costruire in modo estensivo, forse non costruire più in assoluto, ma recuperare. Le grandi distanze non saranno più percorribili ai più a fronte degli altissimi costi dei carburanti, e così le spese per il riscaldamento, raffrescamento ecc.
Costruire solo con criteri di risparmio energetico (bioarchitettura) e recuperare o ristrutturare tutto il patrimonio edilizio per far si che si possa dimezzare almeno il consumo energetico entro pochi anni (il protocollo di Kyoto detta questi principi).

Ma serve anche ricreare un’idea di società più umana, fatta di relazioni fra esseri viventi, e non solo tra utenti, riscoprire tutte le nostre capacità, i saperi che si stanno perdendo, ricominciare a produrre da soli semplici prodotti, scambiarli, e eliminare l’idea che solo comprando possiamo avere qualcosa. Queste idee sono alla base dell’Unidiversità di Bravetta che cerca di ricreare un tessuto connettivo nel quartiere, tramite lo scambio di saperi e di aiuti, l’autoproduzione e lo studio di pratiche a consumo ridotto ma piacevoli da attuare.

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Una festa per chiedere l’uso pubblico della Valle dei Casali

Sabato 28 maggio dalle 16:00 alle 20:00
Festa all’interno della riserva Valle dei Casali a Bravetta
per favorirne la sistemazione e l’aapertura alla cittadinanza!

(dettagli in basso)

Noi che abitiamo a Bravetta sappiamo bene quanto ci mancano aree verdi pubbliche e accessibili. La condizione, infatti, è questa, perché di aree verdi pubbliche, e quindi nostre, ce ne sono eccome, solo che proprio a noi queste sono precluse!
Guardiamo insieme la cartina dettagliata di Open Street Map (cliccatela se la volete ingrandire):

Bravetta: aree verdi pubbliche ma inaccessibili

Bravetta: aree verdi pubbliche ma inaccessibili (NR = riserva naturale)


A nordest c’è Villa Pamphilii – aperta al pubblico, sì, ma inaccessibile ai pedoni e ai ciclisti se non a proprio rischio e pericolo per la mancanza di marciapiedi e piste ciclabili.
A sudovest c’è la Tenuta dei Massimi – inaccessibile se non in occasione delle visite guidate (e quando avvengono queste chi lo sa?)
A est – la riserva naturale Valle dei Casali – che costeggia la nostra Via di Bravetta ma è quasi interamente chiusa al pubblico, compresa la storica Villa York al suo interno. L’unico accesso – ad una piccola porzione di questa riserva naturale – è da Monteverde (V. del Casaletto).

IL 28 MAGGIO DALLE 16:00 ALLE 20:00
Il Comitato per l’uso pubblico della Valle dei Casali organizza
UNA FESTA
ALL’INTERNO DELLA RISERVA DELLA VALLE DEI CASALI A BRAVETTA
PER FAVORIRNE LA SISTEMAZIONE E L’APERTURA ALLA CITTADINANZA
presso il casale diroccato [si accede da Via di Bravetta 417]

- Visita guidata
- Merenda campagnola
- Musica
- Giochi per bambini
- Presentazione del progetto di utilizzo dell’area

Venite, venite venite!! (V. locandina in basso)

FESTA alla Valle dei Casali

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La fine dei sobborghi

Invitiamo tutti, e soprattutto i residenti di Bravetta, alla proiezione gratuita del documentario La fine dei sobborghi, sottotitolato in Italiano.

La società occidentale, nella sua corsa allo sviluppo, non ha tenuto conto di un elemento cruciale: l’esaurimento del petrolio.Quali potranno essere gli effetti del picco del petrolio sulle nostre vite? Come potremmo affrontarli?

Una riflessione, che porteremo avanti anche tra di noi, per quanto riguarda il nostro quartiere.

Venerdì 13 maggio 2011 ore 18:00
presso la Biblioteca Longhena, via Baldassarre Longhena 98, Roma

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Da quattro anni senza cartelloni pubblicitari – e si sta bene!!

La pubblicità bandita inquanto degrado ambientale

Sono trascorsi quasi quattro anni da quando, nel gennaio del 2007, entrò in vigore la cosiddetta Lei Cidade Limpa (legge Città pulita) emanata dal sindaco di San Paolo (Brasile), Gilberto Kassab. Questa legge impone il divieto di qualsiasi forma di pubblicità esterna nella città. E’ stata, quindi, rimossa da strade, edifici, arredamento urbano e persino veicoli, la giungla di cartelli, cartelloni, manifesti, schermi ed altre forme di inquinamento visuale pubblicitario. Furono, inoltre, ridimensionate le insegne dei negozi, e limitato l’uso degli volantini. E non stiamo parlando di una piccola cittadina di periferia, ma di una megalopoli da 11 milioni di abitanti!

Immaginate il sollievo per gli occhi e per la mente, la libertà di girare per la città senza sentirsi continuamente assillati dall’onnipresente messaggio martellante:

compra, Compra, COMPRA, COMPRA, C O M P R A !!!

Meno stress, meno rifiuti, meno distrazioni per chi guida, la riscoperta dei tanti tesori architettonici della città e, purtroppo, com’è accaduto, anche la scoperta di “nuovi” scempi (baraccopoli, sweatshops ecc.) precedentemente nascosti dietro foreste di cartelloni.

Mi avrebbe fatto piacere dire anche “meno incitamento al consumismo”, proposito improbabile nella realtà del nostro sistema economico. Infatti i pubblicitari, che inizialmente si opposero vigorosamente al provvedimento, presto trovarono altri modi per bersagliare i loro bersagli, e molti si unirono alla stragrande maggioranza di cittadini favorevoli.

Ovviamente rimane un bel po’ di inquinamento da combattere, ma forse questo provvedimento è riuscito ad infrangere un mito. La pubblicità non è più sacrosanta. Il successo del progetto Cidade Limpa ha, infatti, destato l’interesse di altri comuni brasiliani, che hanno promulgato leggi analoghe. Possiamo quindi sperare anche noi in un ambiente urbano meno invadente, aggressivo e assordante? Magari dopo la legge sul conflitto di interessi…

Prima e dopo

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Pic nic internazionale per la decrescita – Anche a Roma!!

…. ed eccoci quà !

pic nic per la decrescita a villa pamphilii

Il cambiamento parte sempre da una bella chiacchierata ed un buon pasto. E’ questo il motto che ha ispirato l’iniziativa, ideata durante il secondo Convegno internazionale sulla Decrescita tenutosi a Marzo a Barcellona, e successivamente lanciata su internet con il sito Picnic 4 Degrowth. Il pic nic, infatti, è un’ottima occasione per conoscersi e fare rete.

Il 6 giugno, quindi, decine di gruppi in altrettante località sparse nel mondo festeggeranno la Decrescita con un pic nic conviviale all’aperto. Anche da noi se ne farà uno! e tutti sono benvenuti!!

L’appuntamento – per piccoli e grandi di tutte le età – è per Domenica 06/06 dalle 12:00, a Villa Pamphilii, Largo del Casale di Giovio di fronte alle piste di pattinaggio e ai giochi. Ci sarà da suonare, cantare, giocare, chiacchierare, riposare e condividere – cose idee ed esperienze. Probabilmente si potrà anche firmare il referendum per l’acqua pubblica.

Come funziona?
- un piatto, un bicchiere, delle posate riutilizzabili – evitiamo l’usa e getta!
- qualche cosa da mangiare, preferibilmente fatto in casa e magari vegetariano, ma attenti a non esagerare con le quantità.
- per bere, c’è anche una fontanella in loco, quindi una bottiglia vuota o una brocca potranno essere utili.
- un telo
- eventuali strumenti musicali, giochi, corde, pattini,
- cose autoprodotte o di seconda mano da condividere, semi, piantine ecc …
- le vostre ricette e consigli fai-da-te –  li raccoglieremo in un libro scaricabile in formato pdf.

Come arrivare?
Il sito si trova nella parte ovest del parco. L’accesso è possibile sia da Via Aurelia Antica utilizzando l’ingresso vicino a Via Cardinal Pacca e Via della Nocetta, che da Via Leone XIII (“l’Olimpica”) con l’ingresso vicino al ponte che segna l’incrocio tra l’Aurelia Antica e l’Olimpica. In autobus, le linee 31, 33, 791 e 984 e 982 hanno fermate vicine ad uno dei due ingressi (in genere il secondo).

VI ASPETTIAMO, ALLORA!!

Hanno aderito:

Il Circolo della Decrescita e della Transizione di Roma

Luoghi Comuni

Monteverde Antirazzista

L’UniDiversità di Bravetta

Per ulteriori adesioni contattare: unidiversi chiocciola gmail punto com

Ringraziamo: www.radiotsunami.org

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Sempre Calabria, Ma Un’altro Mondo

Un piccolo borgo calabrese, Riace, non ha schiavizzato gli immigrati, non ha alimentato le paure e non ha adottato politiche xenofobe. Si è aperto, invece, ai nuovi arrivati permettendo loro, come a tutti gli altri abitanti, di esprimere liberamente anche la loro diversità. I nuovi abitanti hanno quindi potuto contribuire alla vita sociale, culturale ed economica el paese, e l’hanno fatto con entusiasmo. Risultato – una comunità più ricca e più felice.

Ecco l’alternativa al vergognoso esempio di Rosarno!

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La Storia delle Cose

Questo simpatico video animato di appena 20 minuti è assolutamente da vedere.
Spiega… beh, tutto!
Che c’entra la moda con l’immigrazione? la pubblicità con l’infelicità? la televisione con l’inquinamento e il degrado dell’ambiente? o il consumismo con il fallimento dei governi? Cos’è l’obsolescenza pianificata? Qual’è il ruolo delle multinazionali in tutto questo?  E poi, il ciclo produttivo è veramente un ciclo? I rifiuti dove vanno a finire?

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Compostaggio domestico in atto

Divertente e utile, il laboratorio di compostaggio si è svolto, come previsto, il 12 Dicembre presso la biblioteca Longhena.

locandina compostaggio domestico
I due fantastici compost*attori - Shakedi Sermoneta-Gertel e Roberto Turchetta – hanno arricchito le spiegazioni teoriche con un simpatico spettacolino volto ad illustrare ai presenti come autoprodursi una semplice compostiera da balcone e come utilizzarla per ricavarne un profumato terricio fertile.

Le spiegazioni sono poi state trascritte nel manualetto di compostaggio Profumo di Sottobosco scaricatelo pure!

La nostra esperienza
La partecipazione è stata buona, ma lavorando con la locandina ci siamo resi conto che non riusciva ad arrivare a chi non fosse già a conoscenza del termine “compostaggio”, e quindi alla maggior parte dei residenti del nostro quartiere.

Per diffondere la notizia non ci siamo limitati a internet e locandine, ma siamo anche andati a spasso per il quartiere – nel mercato e per le strade – con i volantini in una mano e un piccolo recipiente pieno di terriccio pronto nell’altra, spiegando ai passanti di che si tratta, proponendogli di toccarlo e/o annusarlo e invitandoli all’incontro. Se non altro, avremmo sparso un po’ la voce sul compostaggio domestico e sulle attività del nostro gruppo…

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